«Il paradosso è che la prima sentenza l’ho vinta nel 2023 e i soldi mi sono arrivati due mesi fa. Intanto, ho speso cinquemila euro per formarmi e uscire dal precariato. Ora aspetto ancora altri 1.500 euro». La storia di Mariano Rose, 34 anni, insegnante di sostegno precario, è simile a quella delle migliaia di persone del mondo della scuola che hanno vinto il ricorso per la Carta del Docente e dopo anni non hanno ancora ricevuto il compenso che gli spetta. Quanti ricorsi ha presentato?«Due. Il primo l’ho vinto tre anni fa e riguardava gli anni di lavoro dal 2020 al 2022. All’inizio la Carta del Docente veniva erogata solo per gli insegnanti di ruolo, cioè assunti, e non era prevista per i precari. Però poi c’è stata una sentenza che stabiliva che anche i precari dovevano essere inclusi, e così ci siamo rivolti in tanti agli avvocati dei sindacati». Ha poi ricevuto il rimborso, anche se in ritardo rispetto alla sentenza?«Due mesi fa, a tre anni dalla sentenza. Erano circa mille euro. Ma intanto ho vinto un altro ricorso, questo marzo, per i mancati fondi dal 2022 al 2025. E ancora aspetto di essere rimborsato, dovrebbero arrivarmi altri 1.500 euro circa. Non avessi vinto lo capirei, ma avendo una sentenza a mio favore aspettare tre anni mi sembra antipatico».
L’insegnante precario: “Ho vinto tre sentenze per la Carta del docente, ma aspetto da 3 anni”
La storia di Mariano Rose, professore di sostegno in una scuola media in Borgo Vittoria: «Aspettando il denaro ho speso 5 mila euro per la mia abilitazione»







