Caricamento player
In Iran i negoziatori e gli esponenti più moderati del regime sono in grossa difficoltà davanti alle richieste massimaliste delle parti più indottrinate, che si oppongono a qualsiasi compromesso con gli Stati Uniti. I principali rappresentanti di questa seconda fazione sono i Guardiani della Rivoluzione, il corpo militare più potente dell’Iran e quello che davvero comanda.
La distanza è evidente nei negoziati per la gestione dello stretto di Hormuz, da cui fino a febbraio passava un quinto di tutte le esportazioni di petrolio e gas naturale liquefatto e che dall’inizio della guerra è controllato dall’Iran. I Guardiani vogliono mantenere questo controllo, che è anche la loro principale leva negoziale, e non intendono cedere agli Stati Uniti che chiedono la riapertura dello stretto.
Negli ultimi giorni i Guardiani hanno attaccato più volte navi che cercavano di passare dallo stretto senza avere la loro autorizzazione. Gli Stati Uniti hanno risposto colpendo il territorio iraniano: gli attacchi sono diventati intensi e frequenti e stanno mettendo a dura prova la tenuta del cessate il fuoco, in vigore dallo scorso aprile.
Le parti più estremiste del regime iraniano stanno usando la propaganda per fomentare il più possibile i sentimenti nazionalisti tra la popolazione. L’obiettivo è indebolire ulteriormente l’opposizione al regime, ancora diffusa, a favore di un’opposizione comune verso i nemici esterni. Per farlo i Guardiani e altri corpi di sicurezza oltranzisti stanno tollerando comportamenti che prima della guerra erano severamente puniti: per esempio alle manifestazioni è molto più comune vedere donne senza velo, che però sventolano bandiere iraniane.






