Duemila coloni israeliani sono pronti a occupare il quartiere palestinese di Umm Lison, nella Gerusalemme est occupata. Edifici di dieci piani schiacceranno le piccole case dei residenti, mentre una strada a uso esclusivo dei coloni esproprierà illegalmente terreni e abitazioni palestinesi. È un progetto senza precedenti per la parte occupata della città, in cantiere dal 2022 ma approvato in via definitiva solo in questi giorni.
IL PIANO era rimasto bloccato per le difficoltà degli imprenditori privati a realizzare la via di collegamento tra Gerusalemme ovest e il villaggio palestinese, ma le autorità israeliane hanno aggirato l’ostacolo coinvolgendo la municipalità come partner dell’operazione espansionistica. Si tratta di 450 unità abitative destinate esclusivamente ai coloni, in un quartiere che ne conta 800, per la maggior parte in edifici di due o tre piani. L’organizzazione israeliana per i diritti umani Ir Amim ha denunciato che il progetto è quattro volte più grande di quello coloniale di Ras al-Amud, dove le 120 abitazioni israeliane di Ma’ale HaZeitim rappresentavano finora la più ampia enclave di coloni all’interno di un quartiere palestinese di Gerusalemme est. Ras al-Amud è vicina a Silwan, dove un’intera comunità palestinese rischia l’espulsione per lasciare spazio a un parco a tema biblico.






