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Il governo israeliano ha approvato la creazione di 19 nuove colonie in Cisgiordania, un territorio che occupa illegalmente proprio attraverso la costruzione di colonie. A fine maggio il governo ne aveva approvate altre 22: era stata la più grande espansione degli ultimi decenni.

Con questo piano il governo intende completare la rioccupazione delle quattro località della Cisgiordania da cui Israele si era ritirato nel 2005, quando aveva anche abbandonato le colonie nella Striscia di Gaza. Due di queste località, Homesh e Sa-Nur, erano incluse nel provvedimento di maggio; ora sono state aggiunte le ultime due, Ganim e Kadim.

Delle 19 colonie approvate domenica, 11 saranno nuovi insediamenti, mentre 8 sostituiranno quelli che vengono definiti “avamposti”, dove alcuni coloni si insediano autonomamente, occupando terreni e costruendo abitazioni, anche prima del riconoscimento da parte del governo israeliano (che comunque li tollera piuttosto apertamente).

In questi ultimi anni, durante la guerra a Gaza, è aumentato di molto sia il numero delle colonie sia quello degli “avamposti”. Il governo ha approvato 69 nuove colonie, incluse quelle più recenti. Il gruppo di attivisti israeliano Peace Now ha contato più di 142 nuovi “avamposti” costruiti dai coloni tra il 2024 e il 2025: più di quelli di tutti i vent’anni precedenti.