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22 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:34
Una commissione d’inchiesta di nomina governativa per indagare sul 7 ottobre. Voluta dal governo Netanyahu, politicizzata, ma sulla quale il procuratore generale israeliano Gali Baharav-Miara ha già espresso una posizione netta, dichiarando che non c’è alcun motivo per promuoverla e che non consentirà di indagare e di conoscere la verità sulla strage di Hamas. Secondo il procuratore generale, scrive Haaretz, il piano proposto è “pieno di difetti fondamentali” e “dà priorità alle considerazioni politiche rispetto ai principi di un’indagine indipendente, imparziale e professionale”.
Intanto la situazione a Gaza resta drammatica: migliaia di persone restano in difficoltà e a rischio, specialmente i più piccoli, nonostante la tregua tra Israele e Hamas in vigore da ottobre e i negoziati in corso tra più Paesi per consolidare la de-escalation. Diversi neonati nelle ultime settimane sono infatti morti assiderati. Inoltre, ha spiegato Medici senza frontiere, le nuove misure introdotte da Israele per la registrazione delle organizzazioni non governative internazionali rischiano di privare centinaia di migliaia di persone a Gaza di cure mediche salvavita. Sul fronte Cisgiordania, invece, nulla pare rallentare i piani espansionistici israeliani: il nucleo duro del governo di Netanyahu ha annunciato l’approvazione di 19 nuovi insediamenti nella regione: una mossa con cui diventano 69 le colonie israeliane autorizzate negli ultimi tre anni.











