L’ufficio Onu per i diritti umani ha dichiarato venerdì che il piano israeliano di costruire migliaia di nuove abitazioni in Cisgiordania e vicino a Gerusalemme Est è illegale secondo il diritto internazionale e metterebbe i palestinesi della zona a rischio di sfratto forzato, in pratica un crimine di guerra. Il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha affermato che il piano frammenterebbe la Cisgiordania in enclave isolate e che «è un crimine di guerra per una potenza occupante trasferire la propria popolazione civile nel territorio che occupa». Circa 700mila coloni israeliani vivono tra i 2,7 milioni di palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est. Israele ha annesso Gerusalemme Est nel 1980, una mossa non riconosciuta dalla maggior parte dei paesi, ma non ha formalmente esteso la propria sovranità sulla Cisgiordania.

«Non dobbiamo rassegnarci al prevalere della logica del conflitto e delle armi». Lo ha detto Papa Leone all’Angelus. Nella festa dell’Assunta ha aggiunto: «Oggi vogliamo affidare all’intercessione della Vergine Maria la nostra preghiera per la pace». Il Pontefice ha citato Pio XII che nel pieno della seconda guerra mondiale diceva: «Mai più scempio di vite umane!». «Quanto sono attuali queste parole - ha commentato Leone XIV -. Ancora oggi purtroppo ci sentiamo impotenti di fronte al dilagare nel mondo della violenza sempre più sorda e insensibile ad ogni moto di umanità. Eppure non dobbiamo smettere di sperare: Dio è più grande del peccato del mondo».