di
Maria Teresa Meli
Lorenzo Guerini (Pd), ministro della Difesa nei governi Conte II e Draghi: la difesa Ue va rafforzata, sui piani polemiche strumentali
Lorenzo Guerini, anche lei ritiene come Conte che si stia costruendo una minaccia russa per giustificare la corsa al riarmo?«Se volessi fare polemica sarebbe molto facile rispondere citando ad esempio la dichiarazione finale del summit Nato di Londra nel dicembre del 2019 firmata anche da Conte, allora premier italiano, in cui si diceva che "le azioni aggressive della Russia costituiscono una minaccia alla sicurezza euro-atlantica". O la parte dedicata all’esigenza di incremento delle spese per la difesa. Ma preferisco stare ai fatti: l’invasione russa all’Ucraina, le condotte di guerra ibrida, l’attività di disinformazione operata dal Cremlino, sono una minaccia alla stabilità delle nostre società e delle democrazie liberali europee. E necessitano di rafforzare la sicurezza del nostro continente».
Ma secondo lei perché Conte ha fatto quelle affermazioni?«Mi limito a giudicarle profondamente sbagliate. Preferisco guardare avanti e reiterare con determinazione l’invito ad aprire il confronto programmatico nel Campo largo anche su temi che sono più complicati da affrontare. Tutti noi vogliamo la pace per l’Ucraina, ma tutti, almeno chi è in buona fede, sappiamo anche che essa è raggiungibile se si mantiene alta la pressione su Putin e il sostegno a Kiev».














