Ancona, 13 luglio 2026 – Stessa spiaggia, stesso mare. Ma è l’ultima stagione del vecchio conio, dall’anno prossimo cambia tutto, o almeno Così è (se vi pare), con buona pace dell’italico gattopardismo. È l’effetto della Bolkestein, bellezza, la direttiva Ue sulla concorrenza che l’Italia ha tentato (invano) di dribblare per vent’anni, salvo finire nel pantano di una procedura di infrazione. La notizia è che dopo lunga e ponderata gestazione, oggi il ministro Salvini ha finalmente squadernato davanti agli stakeholder (associazioni di categoria e dintorni) il prototipo del bando tipo che dovrebbe dettare a sindaci e Comuni marittimi indicazioni e regole certe su come mettere nero su bianco le gare per l’affidamento delle concessioni demaniali. Il termine per spiccare i bandi è il 30 giugno dell’anno prossimo, la scadenza erga omnes dei titoli concessori cadrà dopo tre mesi esatti (l’eventuale subentro del nuovo concessionario avverrà il primo ottobre).

Come funziona il bando per le concessioni

Indennizzo pagato al concessionario uscente, vantaggi o premialità in termini di punteggio per chi ha già esperienza nel settore, o un’attività vicina, meglio ancora se confinante, un tetto (o limite) al numero dei lotti in affidamento per ogni concessionario, che si tratti di stabilimenti, ristoranti, spiaggia libera attrezzata o aree per attività sportive. La bozza del bando gira freneticamente da mesi in versioni plurime (più o meno aggiornate) nelle chat di spiaggia da una parte all’altra dei 185 chilometri di costa marchigiana, più di mille concessioni demaniali. Il ministro Matteo Salvini