Per le spiagge non c’è più tempo da perdere. Entro il 30 giugno 2027 andranno fatte le gare che assegneranno le concessioni delle attività balneari. Manca un anno: l’Italia deve correre, se non vuole rischiare altre sanzioni dall’Europa.
Dopo anni di promesse, annunci e confronti, siamo al rush finale. Domani a Roma si terrà il faccia a faccia tra il vicepremier e ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, Regioni, Comuni e rappresentanti delle associazioni dei balneari, per provare a raggiungere un accordo definitivo sul bando-tipo che detterà i criteri con cui andranno fatte le gare.
Da cosa dipende la durata della concessioni
D’ora in poi le concessioni avranno una durata da 5 a 20 anni, a seconda degli investimenti messi sul piatto. Saranno riconosciute premialità a chi ha maturato una comprovata esperienza nel settore e a chi offrirà tariffe agevolate per il turismo sociale (anziani, famiglie, ecc...).
Agli operatori attuali che dovessero uscire sconfitti dai bandi, chi subentra dovrà pagare un indennizzo soltanto sugli investimenti “non ancora ammortizzati”, e non – come chiedevano i bagnini – sul valore delle imprese.






