HomeCronaca“Caccia al marocchino”: spunta inquietante chat tra carabinieri nel processo sul 32enne ucciso nei boschiVarese, accuse pesanti ai militari impegnati nei blitz anti-droga nei boschi dal legale della famiglia di Rachid Nachad: “Si portavano i fucili da casa e i capi lo sapevano”. La difesa dell’ex carabiniere: “Solo battute goliardiche”Il sopralluogo la sera del 10 febbraio 2023 quando venne rinvenuto il corpo privo di vita di Rachid Nachat nei boschiRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciUn quadro “agghiacciante” quello che emerge dalle indagini sull’omicidio di Rachid Nachad, il 32enne nordafricano ucciso il 10 febbraio del 2023 nei boschi di Castelveccana in un blitz antidroga dei carabinieri.

A definirlo così è l’avvocato Marco Romagnoli, legale dei familiari della vittima che sarebbe stata ammazzata, secondo l’accusa, da un proiettile di gomma sparata da distanza ravvicinata. Davanti al gup del Tribunale di Varese, per la morte del marocchino, nel processo con rito abbreviato sono imputati un ex carabiniere, all'epoca in servizio alla Compagnia di Luino (Varese), accusato di omicidio volontario, e un suo superiore, nel frattempo trasferito ad altro ufficio, accusato di favoreggiamento. La zona vicino ai boschi dove sono stati ritrovati due bossoli