La chat dei carabinieri «Caccia al marocchino» Il legale dei familiari di Rachid Nachad ucciso il 10 febbraio 2023: «Si chiamava “Mao Hunting“, è il contesto nel quale è maturato il delitto»Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCastelveccana (Varese), 14 luglio 2026 – Le conversazioni contenute in una chat di WhatsApp chiamata “Mao Hunting”, ovvero “caccia al marocchino” acquisita agli atti dell’inchiesta sono diventate ora “l’asso nella manica” della parte civile nell’udienza di ieri del processo per la morte di Rachid Nachad, il trentaduenne ucciso il 10 febbraio 2023 nei boschi di Castelveccana.
I capi d'accusa
Un riferimento evocato dalla parte civile per descrivere il contesto in cui sarebbero maturati i fatti, ma che, secondo le difese, non rappresenta il focus del procedimento, ancora concentrato sugli accertamenti tecnico-scientifici relativi allo sparo costato la vita al giovane. Davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Varese, dove il procedimento si celebra con rito abbreviato, sono imputati un ex carabiniere della Compagnia di Luino, accusato di omicidio volontario, e un suo superiore gerarchico, chiamato a rispondere del reato di favoreggiamento.








