Il sopralluogo la sera del 10 febbraio 2023 quando venne rinvenuto il corpo privo di vita di Rachid Nachat nei boschiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciProseguirà con il rito abbreviato il procedimento giudiziario sulla morte di Rachid Nachad, il 34enne di origine marocchina ucciso durante un’operazione antidroga nei boschi di Castelveccana il 10 febbraio 2023. Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Varese, che nell’udienza di ieri ha accolto le richieste avanzate dai due imputati e ha disposto l’ammissione di sette parti civili, rappresentate dall’avvocato Marco Romagnoli per conto dei familiari della vittima.

Sul banco degli imputati siedono un ex carabiniere, all’epoca dei fatti in servizio presso la Compagnia di Luino, accusato di omicidio volontario, e un secondo militare chiamato a rispondere dei reati di falso e favoreggiamento. Secondo l’impianto accusatorio, quest’ultimo non avrebbe preso parte direttamente alla sparatoria, ma sarebbe intervenuto successivamente alterando la scena e ritardando le comunicazioni all’autorità giudiziaria con l’obiettivo di agevolare il collega coinvolto nell’episodio.

La decisione del giudice non ha però convinto le difese. Gli avvocati Luca Marsico, Lucio Lucia e Domenico Franchini hanno annunciato la possibilità di impugnare l’ordinanza emessa, contestando in particolare alcuni aspetti legati all’ammissione delle parti civili. In questo contesto assume importanza la consulenza balistica richiesta dalla difesa, destinata a rappresentare uno snodo del confronto processuale.