Vigevano. Nove incendi in appena dieci giorni, con oltre 120 volontari e operatori impegnati nelle attività di spegnimento, bonifica e controllo delle aree colpite. È il bilancio degli ultimi giorni nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, interessato da una lunga serie di roghi che ha richiesto una mobilitazione quasi continua del Nucleo Antincendio Boschivo dell’ente. Le squadre sono intervenute in diverse località, da nord a sud del territorio protetto, lavorando insieme ai direttori delle operazioni di spegnimento, ai dipendenti del Parco e, in più occasioni, ai vigili del fuoco, ai carabinieri forestali e alle polizie locali. Le operazioni sono state rese particolarmente difficili dalle temperature elevate, dalla siccità e dalla vegetazione molto secca. Il primo intervento di rilievo si è verificato il 3 luglio nell’area della Buccella, a Vigevano, dove le fiamme hanno interessato circa 4.700 metri quadrati di vegetazione. Sul posto sono arrivati i distaccamenti antincendio boschivo di Vigevano, Magenta e Parasacco, con autobotti e pick-up. Il rogo è stato contenuto rapidamente, evitando che raggiungesse una superficie più estesa. Il giorno successivo un altro incendio è divampato a Golasecca, all’interno di un’area boschiva di conifere. Otto squadre e venti operatori hanno lavorato insieme ai vigili del fuoco per circoscrivere le fiamme. Il 9 luglio è stato invece necessario intervenire in località Gambarina, tra Magenta e Boffalora sopra Ticino. In questo caso le attività di spegnimento sono durate diverse ore, mentre la bonifica è proseguita anche il giorno seguente per evitare la ripresa del fuoco. Un ulteriore incendio ha interessato il 10 luglio la zona di Villa Ronchi, ancora nel territorio di Vigevano. Alle operazioni hanno partecipato 14 volontari dei distaccamenti di Vigevano, Parasacco, Pavia e Magenta, coordinati dal direttore delle operazioni di spegnimento. La giornata più difficile è stata quella di sabato 11 luglio, quando il sistema antincendio del Parco ha dovuto affrontare contemporaneamente quattro incendi: due nell’area della Garzonera, a Vergiate, e altri due a Vigevano, nelle zone della Buccella e di Campo Robinson. Alla Garzonera sono stati impiegati 11 mezzi antincendio, due vetture di servizio e 30 operatori, tra cui tre direttori delle operazioni di spegnimento. A Vigevano hanno invece lavorato tre squadre, con quattro mezzi e 14 volontari. L’attività è proseguita anche il giorno successivo, quando un secondo incendio nella zona della Garzonera ha interessato circa un ettaro e mezzo di territorio. Per mettere in sicurezza l’area sono stati mobilitati 37 operatori, due direttori delle operazioni di spegnimento e 14 mezzi antincendio. Sono intervenuti tutti i distaccamenti del settore nord del Parco fino a Magenta, impegnati dalle 7 del mattino fino alla sera. Le operazioni di bonifica sono proseguite anche nelle ore successive per eliminare eventuali focolai rimasti attivi. «Questi numeri raccontano il grande lavoro che il nostro sistema di Antincendio Boschivo sta svolgendo», ha dichiarato il presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino, Ismaele Rognoni. «Desidero ringraziare i dipendenti e i volontari dell’ente, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, i direttori delle operazioni e tutti gli operatori impegnati sul campo per la professionalità, il coraggio e lo spirito di servizio dimostrati». Rognoni ha rivolto anche un appello ai cittadini: «In questo periodo di caldo estremo basta una sola disattenzione per mettere a rischio ettari di bosco. Difendere il Parco del Ticino è un dovere che appartiene a tutti». Il Parco del Ticino fa parte della Riserva della Biosfera “Ticino Val Grande Verbano”, riconosciuta dall’Unesco. Gli incendi non minacciano soltanto alberi e vegetazione, ma anche habitat naturali, fauna selvatica, paesaggi e la sicurezza delle comunità che vivono e lavorano nell’area protetta. L’ente ha quindi rinnovato l’invito alla massima prudenza, ricordando che, con la vegetazione secca e le alte temperature, anche un comportamento imprudente può provocare danni molto gravi.