PERUGIA – Una giornata di lavoro incessante per contenere le fiamme che hanno interessato il Parco regionale del Monte Cucco e altri territori della provincia di Perugia. L’emergenza incendi ha richiesto il massimo sforzo del sistema di protezione, con cinquanta Vigili del Fuoco, la flotta aerea dello Stato e rinforzi da fuori regione impegnati su cinque distinti fronti. Sullo sfondo, le indagini dei Carabinieri Forestali. Dopo i due roghi sviluppatisi nel pomeriggio dimartedì all’interno del Parco regionale del Monte Cucco, nei territori di Scheggia e Pascelupo e Costacciaro, le fiamme hanno interessato anche Nocera Umbra, Baiano di Spoleto e Norcia, rendendo necessario un imponente dispiegamento di uomini e mezzi, sia a terra che dal cielo. Complessivamente sono cinquanta i Vigili del Fuoco impegnati nelle operazioni in tutta la provincia, di cui ventisei richiamati in servizio straordinario o attraverso la convenzione Antincendio boschivo. Sul fronte di Scheggia operano dodici unità con due squadre del distaccamento di Gubbio e una squadra Aib, supportate dal Canadair CAN10. A Costacciaro sono invece al lavoro sette operatori del distaccamento di Gaifana, affiancati dall’elicottero L03 e dal Canadair CAN30, entrato in servizio dopo il danneggiamento del CAN07. A Nocera Umbra sono impegnati undici Vigili del Fuoco provenienti da Perugia e Foligno con il Canadair CAN16, mentre a Baiano di Spoleto operano dieci unità con il supporto del Canadair CAN08. Altri dieci operatori sono infine al lavoro nel territorio di Norcia. In fase di bonifica, invece, l’incendio di Avendita di Cascia, dove è stata evitata la propagazione del fuoco al bosco. Il dispiegamento conta inoltre sette autopompe serbatoio, due autobotti e sei mezzi fuoristrada, ai quali si affianca il personale dell’Afor. Per garantire il ricambio delle squadre è stato disposto anche l’arrivo di un modulo operativo antincendio boschivo dalla Toscana con nove ulteriori operatori. Nel pomeriggio è stato inoltre richiesto il supporto di un ulteriore elicottero proveniente dalla Regione Marche. Parallelamente proseguono le indagini dei Carabinieri Forestali sull’origine dei roghi del Monte Cucco. Al momento non sono stati trovati inneschi o altri elementi decisivi, ma viene ritenuta concreta l’ipotesi dolosa per almeno due incendi. Gli investigatori stanno applicando il cosiddetto "Metodo delle evidenze fisiche", che consente di ricostruire il punto di origine attraverso le tracce lasciate dal fuoco sulla vegetazione e sul terreno. A rafforzare i sospetti è soprattutto la circostanza che i due incendi del Monte Cucco siano partiti quasi contemporaneamente da punti opposti della montagna, entrambi lungo i margini della stessa strada.