Quattro mezzi aerei (due Canadair, un Erickson del dipartimento nazionale della Protezione civile e un elicottero regionale) e oltre 200 tra vigili del fuoco e volontari Aib sono stati impegnati anche ieri per spegnere l’incendio che da oltre una settimana interessa la montagna di Premosello. Stime parlando di un’area di 600 ettari, ma è ancora difficile quantificare con precisione. I Canadair che per tutta la giornata si sono riforniti d’acqua nel Lago Maggiore, sono stati impiegati sul versante Sud, quello verso Mergozzo. L’Erickson, un elicottero speciale inviato da Roma e in grado di sganciare fino a 10 mila litri a ogni lancio, è stato dislocato nella zona Nord, quella più vicina a Colloro, la frazione evacuata nel pomeriggio di giovedì. L’Erickson, essendo dotato di una proboscide non necessita di raggiungere il lago e ha continuato a rifornirsi nel Toce: fino a quasi alle 21 ha continuato a operare.
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Infine all’elicottero regionale è stato affidato il compito di presidiare con getti d’acqua la parte alta del rogo: quella che va verso il parco Valgrande, area che - fortunatamente - è stata colpita in maniera minore. L’acqua per le operazioni di spegnimento si pesca anche dalla vasche dislocate negli alpeggi: se ne contano 4. «Una all’alpe Fogliareccio da 6.000 litri, un’altra di uguale portata all’alpe Lut. All’alpe La Piana ce ne sono due, da 25 mila e 6 mila litri» spiega l’ispettore Aib del Vco Roberto Cotroneo. Nella serata di ieri lo scenario appariva meno drammatico del giorno precedente anche se la situazione è ancora lontana dal normalizzarsi.












