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Quando si viene punti da una zanzara, grattarsi è la cosa più sbagliata da fare per farsi passare il prurito. Il sollievo che si ottiene grattando la puntura infatti è temporaneo, e innesca una serie di reazioni nella pelle che possono aumentare l’infiammazione, prolungando il prurito per ore, a volte giorni. Se si resiste dal grattarsi per qualche decina di minuti, invece, la puntura tende poi a prudere sempre meno. Per resistere, funzionano soprattutto il freddo e il caldo.

Ci si può mettere sopra un cubetto di ghiaccio, se lo si ha a disposizione, oppure da tempo esistono creme o unguenti che danno una sensazione di freddo. Da qualche anno vengono venduti anche dei piccoli dispositivi portatili che invece funzionano con il calore localizzato. Il più popolare è quello dell’azienda tedesca Beurer, che la redazione di Consumismi del Post aveva testato con soddisfazione qualche anno fa, ma ce ne sono anche di altri tipi.

Il dopopuntura elettronico di Beurer ha un tasto di accensione, un pulsante e un beccuccio con una piccola piastra in ceramica. Dopo averlo acceso, il beccuccio va appoggiato sul ponfo, cioè il gonfiore che si crea attorno alla puntura, e va premuto il pulsante: a quel punto la piastra si scalda molto velocemente e intensamente tra i 50 e i 60 °C e bisogna lasciare il dispositivo ben premuto sul ponfo. In questo modo – proprio come avverrebbe con un cubetto di ghiaccio – i recettori del calore della pelle si attivano e ingannano l’interpretazione del segnale di prurito da parte del cervello.