Un anno di lavoro nelle carceri di Messina e Barcellona verso il debutto a Tindari
Un percorso costruito giorno dopo giorno attraverso laboratori, prove, spettacoli e relazioni. Un progetto che ha fatto del teatro uno strumento di crescita personale, di dialogo con la società e di concreta attuazione della funzione rieducativa della pena. È questo il significato di "Fil Rouge", quel filo rosso che mette in connessione istituti penitenziari e mondo esterno. Ideato e promosso da Daniela Ursino, presidente dell'associazione D'aRteventi, con il sostegno di Enel Cuore l’Ente Filantropico del Gruppo Enel, "Fil Rouge" coinvolge la Casa Circondariale di Messina e la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, inserendosi nel più ampio progetto " Il Teatro per Sognare", che da nove anni utilizza il linguaggio teatrale come strumento di inclusione sociale e di reinserimento. Una realtà che, dopo un intenso anno di attività, raggiungerà uno dei suoi momenti più significativi con la partecipazione della Libera Compagnia del Teatro per Sognare al Tindari Festival, dove i detenuti attori debutteranno in prima nazionale il 24 luglio alle 20,30 con "Le Supplici" di Eschilo, nell'adattamento e con la regia di Moni Ovadia e Mario Incudine, sul prestigioso palcoscenico del Teatro Greco di Tindari.







