L'€conomista

La politica americana della Most Favoured Nation apre una partita che va oltre il costo dei medicinali: In gioco ci sono ricerca, investimenti, competitività industriale e la capacità dell’Europa di mantenere la propria leadership nell’innovazione farmaceutica

Attilio Saccà

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La discussione sulla Most Favoured Nation (MFN) rischia di essere letta esclusivamente come una controversia sui prezzi dei farmaci. In realtà, la decisione degli Stati Uniti di collegare il costo di alcuni medicinali ai prezzi praticati nei principali Paesi OCSE rappresenta un passaggio destinato ad avere effetti ben più ampi, incidendo sugli equilibri globali della ricerca farmaceutica, sulla capacità di attrarre investimenti e sulla competitività industriale dell’Europa. È questo il tema affrontato nel corso di una tavola rotonda svoltasi a Strasburgo, dove rappresentanti delle istituzioni europee hanno discusso le possibili conseguenze del nuovo scenario internazionale.