L'€economista
Beatrice Telesio Di Toritto
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Per anni il dibattito sul farmaco si è concentrato soprattutto sulla sostenibilità della spesa pubblica. Oggi la Most Favored Nation (Mfn) introdotta dagli Stati Uniti sposta il confronto su un altro terreno: investimenti, ricerca clinica e competitività industriale. Da questa premessa prende le mosse il volume Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale, presentato alla Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani nel corso dell’incontro promosso da Healthcare Policy e Formiche, con il contributo non condizionante di Angelini Pharma e Bristol Myers Squibb. Il pamphlet propone un cambio di paradigma, invitando a considerare il farmaco non più soltanto come una voce di spesa, ma come un’infrastruttura strategica per la competitività industriale, la sicurezza economica e la capacità di innovazione del Paese.
L’analisi contenuta nel volume evidenzia come la nuova politica americana possa produrre effetti ben oltre il mercato statunitense. Secondo il pamphlet, la possibile riallocazione di investimenti dal continente europeo è stimata nell’ordine dei 400 miliardi di euro nei prossimi anni, mentre le prime analisi segnalano un rallentamento dei lanci di nuovi farmaci nei principali mercati europei. Il rischio, quindi, non riguarda soltanto i prezzi, ma la capacità dell’Europa di restare attrattiva per gli investimenti e di mantenere un ruolo centrale nella nuova geografia dell’innovazione. Una lettura condivisa anche dai rappresentanti dell’industria presenti al confronto. Roberto Scrivo, Chief External Affairs, Communications & Sustainability Officer di Angelini Pharma, ha ricordato come il divario negli investimenti in ricerca tra Unione europea e Stati Uniti sia passato «da 2 a 25 miliardi di euro in vent’anni», sottolineando inoltre che i pazienti europei attendono mediamente 597 giorni per accedere alle terapie innovative, 441 in Italia. Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia, ha invece evidenziato la necessità di rafforzare gli investimenti nell’innovazione farmaceutica, superare progressivamente il meccanismo del payback e ridurre frammentazioni e ostacoli burocratici per rendere il sistema italiano più competitivo.









