Danni alla salute mentale dei minori, dipendenza da algoritmi, design manipolativo delle piattaforme, responsabilità per meccanismi come lo scroll infinito di contenuti, l’autoplay e le notifiche compulsive. È lungo l’elenco dei cahiers de doléance a carico delle grandi piattaforme social e contestati dalle migliaia di azioni legali contro i giganti del web. Un vero effetto valanga che dai tribunali degli Stati Uniti si sta allargando a tutto il mondo. Come conferma anche l’attenzione dedicata al tema dalla presidente Ursula Von Der Leyen che, presentando le conclusioni del Comitato speciale per la sicurezza dei minori online, ha annunciato che la Commissione europea, dopo l’estate, avanzerà una proposta di legge sull’età minima per l’accesso ai social degli under 18.
Nel mirino non ci sono i singoli contenuti, ma il design delle piattaforme, accusato di essere studiato per catturare l’attenzione degli utenti e creare dipendenza.
Negli Usa
La parte più corposa del contenzioso riguarda gli Stati Uniti, con numeri che sfiorano i seimila procedimenti. Secondo Reuters, oltre 3.300 cause sono state avviate presso i tribunali statali della California ed altre 2.600, promosse da privati cittadini, distretti scolastici, amministrazioni locali e Stati, sono invece pendenti presso i tribunali federali della California. E molti Stati hanno anche presentato azioni legali nei rispettivi tribunali statali.














