Moschella
Ripartire dall’umano in un’epoca in cui, con l’intelligenza artificiale, la vita concreta delle persone, le relazioni, il dialogo, sembrano segnare il passo. È questo il senso della prima enciclica di Papa Leone XIV, ‘Magnifica Humanitas’, che vuole dare una chiave di lettura di questa quarta rivoluzione industriale, dai ritmi molto più accelerati delle precedenti. E allora si parla di algoritmi, sì, ma al centro ci sono i valori umani: la pace, la dignità, il lavoro, l’attenzione agli ultimi, la vita da difendere. Temi che interpellano chi si occupa di comunicazione sociale ed editoria come la famiglia Paolina. Può essere interessante parlarne con don Roberto Ponti, 60 anni, superiore provinciale della Società San Paolo in Italia.
Che momento attraversa l’editoria cattolica e non solo?
"Siamo in una fase di transizione. Con i nuovi media c’è la possibilità di arrivare dappertutto, ma riuscire a far emergere i contenuti positivi, il bene che nonostante tutto emerge, è evidente che sia un lavoro complesso, anche nel trovare spazio con nuove modalità di fruizione. Per noi Paolini è una sfida sempre nuova, una vocazione".
L’IA e le nuove tecnologie che ruolo potranno giocare?






