Enrica Cevenini: “Ho perso la mia cagnolina Greta per una malattia rara. Ora aiuto le persone a trovare gli specialisti giusti per queste patologie”

“Fin da piccola ho sempre avuto dei cani e man mano che crescevo sentivo che volevo ripagare in qualche modo tutto l’amore che mi davano. A Greta, la mia beauceron di nove anni e mezzo, ho dato tutto, e quando le hanno diagnosticato una forma aggressiva di tumore alle ossa, ho avuto difficoltà a trovare il veterinario giusto per curarla”, racconta Enrica Cevenini, che ha 36 anni e vive a Gorizia, “Non c’è stato nulla da fare. Da lì, ho attraversato un periodo di profondo dolore da cui sono uscita sono quando ho capito che avrei potuto usare questa esperienza per aiutare gli altri”.

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L’amore per i cani

“Il mio rapporto con gli animali è caratterizzato da sempre da una forte empatia. Lo dico con certezza, ripensando a quando avevo cinque anni: stavo tornando a casa, quando ho visto il corpo senza vita della mia cagnolina, una volpina italiana che consideravo quasi una sorellina. Era stata uccisa. Crediamo siano stati dei ladri: aveva iniziato ad abbaiare e l'hanno colpita. Dopo quella perdita arrivò un siberian husky, un cane difficile, indipendente. Fu lui a farmi entrare in contatto con il mondo dell'educazione cinofila, un mondo che all'epoca mi sembrava troppo duro, troppo basato sulla coercizione. Avevo la sensazione che gli animali andassero capiti, non semplicemente corretti. Così ho studiato etologia, sono diventata istruttrice cinofila e ho iniziato a occuparmi proprio dei casi più complessi, quelli che altri professionisti non volevano prendere in carico. Cani aggressivi, problematici, animali che sembravano aver perso ogni possibilità di essere compresi. Ho sempre avuto questa convinzione: dover restituire qualcosa agli animali. Per anni è stata il filo conduttore della mia vita. Poi è arrivata Greta, una cagnolina che ha cambiato la mia vita e quella della mia famiglia".