Siena, 13 luglio 2026 – La Volante della polizia esce dagli Orti del Tolomei. Poco prima delle 23. Sabato. Spesso vengono fatti passaggi in quest’area diventata punto di ritrovo di richiedenti asilo arrivati soprattutto dal Pakistan. In attesa di depositare la domanda all’ufficio immigrazione. I migranti si erano messi a dormire insieme nel terrazzino a cui si accede dalle scalette, quello panoramico che guarda Siena. Qui li hanno notati al mattino i residenti che portano a passeggio il cane, qui erano rimasti (ancora a mezzogiorno come documenta la nostra foto) panni stesi e povere coperte in terra. Le altre forse raccolte e messe in luoghi meno visibili. Una situazione delicata, quella del posteggio Il Campo (a fine giugno erano andati a dormire al -2, poi subito allontanati) e dell’area verde che lo sovrasta. Dove La Nazione ha documentato una situazione igienica precaria, giusto qualche giorno fa. Senza contare che non è un bel biglietto da visita per i turisti che attraccano al posteggio. E che non è più l’area dove anziani, donne e bambini potevano prendere un po’ d’aria portando anche i loro animali.

“Sono ormai tante estati che questo fenomeno si ripete, regolare, con numeri variabili, ma sempre di persone si parla, di persone che provano a sopravvivere a guerra e fame, che provano a cercare un futuro migliore. Queste persone però sono presentate e viste come ’barbari invasori’ che ci contaminano, ci portano via tutto, sono la causa di ogni male possibile. Ci ricordiamo di loro quando muoiono nel campi per raccogliere pomodori o nelle impalcature di un cantiere”, le parole sui social di Anna Ferretti. “Avevo chiesto in consiglio comunale di costituire un fondo per fare interventi: data la continuità del problema che gli organi preposti non riescono a gestire in velocità, mi sembrava importante essere pronti come amministrazione ad intervenire per evitare disagi a queste persone e alla cittadinanza. ’Decoro’ è dare servizi igienici adeguati e ricoveri emergenziali: tutto il resto – aggiunge Ferretti – è solo alimentare l’insofferenza dei cittadini verso chi attende una risposta che lo Stato è chiamato a dare”.