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31 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:07

“Da un paio di settimane abbiamo istituito anche un presidio al mattino, in piazza Libertà, davanti alla stazione ferroviaria, da noi battezzata piazza del Mondo. La Questura ha annunciato che l’area verrà sgomberata, noi abbiamo chiesto un posto dove i migranti e i richiedenti asilo possano andare e abbiamo deciso di non limitarci alla presenza serale, per vedere cos’accade e continuare a testimoniare la nostra forma di democrazia dal basso”. Gian Andrea Franchi è un insegnante in pensione di storia e filosofia in un liceo di Pordenone. Dal 2018, assieme alla moglie Lorena Fornasir, psicoterapeuta e consulente degli uffici giudiziari, si è trasferito a Trieste dando vita a Linea d’Ombra, uno straordinario, variopinto laboratorio controcorrente che accoglie gli extracomunitari che arrivano dalla “rotta balcanica”. Qualche anno fa il professore è perfino finito sotto inchiesta a causa dell’aiuto che aveva dato ad alcuni stranieri ed è stato indiziato a Bologna per agevolazione dell’immigrazione clandestina, in cambio di denaro. “Per fortuna non esiste il reato di ospitare persone in difficoltà… chiunque può vedere quello che facciamo. La magistratura di Bologna ha capito che si trattava di un’ipotesi infondata”.