Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 22:10

Questo articolo è gratis.

Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione

L’accoglienza in Italia non è vittima di una pressione migratoria fuori controllo, ma di una precisa scelta politica che trasforma la gestione ordinaria in una emergenza programmata. Lo denuncia ActionAid nel nuovo rapporto intitolato “La Frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026”, che alla narrazione governativa dell’invasione oppone dati ufficiali per dimostrare come l’attuale strategia non produca maggiore sicurezza, ma marginalità sociale. Il risultato, spiega il rapporto, di decreti e norme che avrebbero ridotto il sistema a un mero dispositivo “di filtro e contenimento”, dove i servizi per l’integrazione vengono sistematicamente tagliati a favore di una gestione ridotta spesso a vitto e alloggio: il prodotto di “scelte ministeriali e prefettizie, di capitolati, attivazioni, proroghe, delibere di emergenza e criteri amministrativi”. Con l’effetto di spingere le persone migranti verso la precarietà estrema, alimentando il rischio che finiscano nelle maglie del lavoro nero o, peggio, nel reclutamento della criminalità organizzata: “un’architettura normativa e dell’accoglienza che seleziona, esclude e marginalizza ulteriormente chi ospita”.