«Non si deve scherzare con il mare, oggi abbiamo salvato almeno quattro persone fra cui una bimba di 5 anni che non sapeva nuotare e nonostante avesse la ciambella stava andando al largo». Silvano Terenzio è uno fra i più esperti bagnini di Ostia, presidente dell’Anab, l’associazione nazionale assistenza bagnanti: nella stagione in corso presta servizio presso la spiaggia libera Free Beach, una delle più affollate del litorale romano, tra il secondo e il terzo Cancello di Castelporziano.
A 150 metri, alla postazione accanto, c’è Gabriel Arena, 19 anni: sguardo fisso sul mare, se vede qualcosa che non va riferisce subito a Silvano e poi via subito in acqua.
È domenica 12 luglio, il mare è mosso: il vento soffia a 20 km orari, a 50 metri dalla riva in mare ci sono due secche con una pericolosa risacca da cui parte una corrente che porterebbe al largo anche un notatore adulto esperto. La bandiera rossa sventola dalle nove del mattino ma il termometro segna 34 gradi e il mare è pieno di bagnanti e turisti che si tuffano fra le onde.
A pochi metri di distanza dalla postazione dei due bagnini, una bimba di 5 anni gioca con la sabbia sotto l’ombrellone. «Stamattina ha rischiato di annegare», spiega con un cenno del capo Silvano Terenzio. Erano le nove e mezza. La bimba, che non sa nuotare, è entrata in acqua indossando una ciambella gonfiabile, mano nella mano con la madre, straniera. Per qualche minuto hanno giocato in acqua, poi la bimba ha lasciato la mano della madre che si è concessa una breve nuotata poco prima della secca. Ma la corrente ha iniziato subito a portare via la bimba sempre più lontano dalla madre che si è accorta che la figlia non c’era più dopo qualche minuto. La piccola era ormai a più di 10 metri da lei. La donna è rimasta impietrita. La corrente ha impedito di raggiungerla a nuoto ma dalla riva, lontana una quarantina di metri, Gabriel ha visto tutto. Ha chiamato Silvano e i due si sono tuffati in acqua, hanno raggiunto con poche bracciate la bimba e l’hanno portata a riva.












