L’UE ha prorogato la possibilità per le aziende Tech di sorvegliare le chat degli utenti per scovare e bloccare preventivamente eventuali contenuti legati all’abuso di minori. Il cosiddetto Chat Control non si applica però a quelle app che sfruttano la crittografia end-to-end. Ecco quali app e servizi sono interessati dal provvedimento e chi invece resta escluso.

Il 9 luglio 2026, il Parlamento europeo ha prorogato la deroga temporanea al regolamento sulla privacy nota come "Chat Control 1.0". Questo nomignolo, utilizzato dai suoi contestatori con chiaro intento polemico, fa riferimento alla norma che consente alle grandi aziende tecnologiche di controllare i messaggi degli utenti per individuare preventivamente materiale legato agli abusi sessuali sui minori. Si tratta dunque di un provvedimento controverso e molto contestato, i cui dettagli sono stati oggetto di un nostro precedente approfondimento. Ve lo lasciamo qui. Ciò che è importante capire è che, almeno per ora, l'UE ha prolungato per aziende come Google e Meta la possibilità di utilizzare sistemi automatici all'interno delle proprie piattaforme per monitorare le nostre chat e rilevare eventuali contenuti riconducibili a materiale pedopornografico o tentativi di adescamento.