Fermo, a cavallo del suo fido scooter elettrico nero, ormai mezzo preferito dei picciotti di Cosa nostra - usato anche per piazzare le bottigliette davanti i lidi di Isola delle Femmine - e con un fucile d’assalto in mano. Un M16 per la precisione. Lo tiene ben stretto a sé, appoggiato alla coscia, mentre parla con altre persone. La fotografia arriva dallo Zen 2: tra le strade che si intrecciano come quadrati precisi e ordinati tra i padiglioni popolari, la manovalanza gira indisturbata e armata.Non ci sono soltanto le pistole, alcune delle quali protagoniste dei recenti fatti di cronaca nera più cruenti, su tutti la strage di Monreale e l’omicidio di Paolo Taormina. Non c’è solo il kalashnikov (nascosto nel ventre dei casermoni?) che buca come fossero burro le vetrate delle attività e terrorizza gli imprenditori, per utlimo il bar Cheri. A loro disposizione, le famiglie mafiose del mandamento di Tommaso Natale San Lorenzo e i loro giovanissimi, hanno un arsenale. Quanto sia vasto non è dato sapere, ma è di certo variegato. Molte sono armi vecchie, sfuggite alle forze dell’ordine che pure nel tempo trovarono e sequestrarono l’arsenale della famiglia Lo Piccolo, nascosto in una grotta di Villa Malfitano Whitaker.Un servizio completo di Davide Ferrara sull'edizione di Palermo del Giornale di Sicilia in edicola oggi