Secondo blitz in meno di una settimana allo Zen di Palermo. Questa mattina si sono presentati in 200 fra carabinieri, agenti di polizia e militari della guardia di finanza. Alla fine, due uomini sono stati arrestati per detenzione di droga. Ma l’obiettivo principale era sempre quello di trovare le armi dello Zen, quelle che hanno ucciso i tre giovani di Monreale e quella che ha freddato Paolo Taormina dieci giorni fa in piazza Spinuzza a due passi dal Teatro Massimo.

Non solo, il secondo blitz è servito soprattutto per mettere pressione a quella piccola parte dei residenti che ha trasformato il rione in una zona franca del crimine a cominciare dai parenti e dagli amici di Gaetano Maranzano (arrestato e reo confesso dell’omicidio Taormina) e dei quattro suoi amici indagati per aver raccontato il falso agli inquirenti.

Questa mattina oltre ai posti di controllo lungo le vie d’accesso al quartiere, sono scattate numerose perquisizioni negli alloggi e nei garage ritenuti luoghi di spaccio e di ricettazione. Il personale ha poi controllato tutti i soggetti destinatari di misure cautelari, di prevenzione e di sicurezza. Si tratta di una trentina di persone che fra i padiglioni ha procedimenti penali in corso o condanne passate in giudicato.