Niente telefonate, ma video chiamate attraverso applicazioni social. Così comunicano ormai i trafficanti di droga. E’ quanto emerge dall’ultima operazione antidroga della squadra mobile di Palermo diretta da Antonio Sfameni. L’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia ha portato in manette 22 persone (17 in carcere, 5 ai domiciliari). Sono accusate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio. Due le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip ed eseguite dagli agenti nell’ambito di altrettante attività investigative, denominate “Curly” e “Murales”.
Con la prima, i poliziotti hanno smantellato due organizzazioni criminali attive nell’importazione in Sicilia di ingenti quantitativi di cocaina e hashish, poi smerciati nel capoluogo e nelle province di Caltanissetta, Trapani, Siracusa e Agrigento. Sono quattordici i provvedimenti cautelari scattati in questo filone di indagine, 11 in carcere e 3 ai domiciliari.
La seconda inchiesta, invece, ha colpito una banda che operava a Brancaccio, dove gli investigatori della squadra mobile hanno scoperto due grossi depositi di cocaina, in uno dei quali sono state rinvenute anche numerose munizioni. In questo caso, 6 indagati sono finiti in carcere e 2 agli arresti domiciliari. Ciascun membro della banda aveva un compito preciso, dai pusher alle figure apicali. Fondamentale era il sistema di comunicazione adottato: gli indagati effettuavano tra loro video-chiamate attraverso applicazioni social. In diversi casi evitando ogni scambio verbale e utilizzando gesti convenzionali e movenze del corpo.









