Scenari
Da Mao a BYD: la storia della rivoluzione industriale che ha cambiato l'auto mondiale
Dalle joint venture degli anni Ottanta alla scommessa elettrica di Wan Gang: un percorso lungo un secolo.
Uno dei sei pilastri del piano FaSTLAne 2030 di Stellantis è di particolare rilievo per il futuro del gruppo guidato da Antonio Filosa: le partnership industriali e tecnologiche. Le più importanti ci riguardano da vicino perché interessano le attività europee e i cinesi di Dongfeng e Leapmotor. Tra gli obiettivi delle alleanze ne spicca uno: sfruttare l'ecosistema del Dragone per migliorare la competitività dei prezzi. È, in altre parole, l'ammissione della leadership raggiunta dalla Cina. E il gruppo Stellantis non è il solo a riconoscerne la superiorità. L'hanno fatto pure i vertici di BMW, Ford, Mercedes, Renault e Volkswagen.
È inevitabile, a questo punto, porsi qualche domanda: come ha fatto Pechino a conquistare la leadership globale e a farlo in un brevissimo lasso di tempo? Per rispondere a questi e altri interrogativi è utile ripercorrere la storia dell'industria delle quattro ruote cinesi. A tal fine abbiamo sfruttato sia informazioni raccolte in rete (ChinaCarHystory.com è, per dire, una miniera di aneddoti) sia lavori accademici, tra cui "The past, present and future of China's automotive industry: a value chain perspective" di Nick Oliver, Matthias Holweg e Jianxi Luo. Dalla lettura dei vari documenti emerge, innanzitutto, un aspetto sorprendente: fino a circa 30 anni fa, l'industria cinese era in fortissimo ritardo rispetto ai rivali occidentali e giapponesi. Ma partiamo dall'inizio del suo sviluppo, per capire meglio.






