Cinquant’anni dopo la nube di diossina che cambiò per sempre la storia di Seveso, i ricordi tornano a galla...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCinquant’anni dopo la nube di diossina che cambiò per sempre la storia di Seveso, i ricordi tornano a galla con una forza che sorprende persino chi li porta dentro da mezzo secolo. Alcuni sono stati raccontati davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, altri sono rimasti custoditi nelle voci più discrete, lontane dai microfoni.

Tutti, però, compongono la memoria collettiva di una comunità. Il ricordo più pubblico è quello di Giuliana Zorzi (nella foto), una delle evacuate della zona A. "Dove una volta c’era la mia casa – ha raccontato – oggi c’è il Bosco delle Querce. Il 10 luglio 1976 era il giorno del mio diciottesimo compleanno. Diventavo adulta nel giorno in cui siamo stati travolti da una tragedia più grande di noi. Ancora adesso cerco con gli occhi e con il cuore la via dove abitavo, che fu demolita. La cerco nei ricordi, lì ci sarà per sempre". La sua testimonianza è diventata simbolo di una generazione che ha visto sparire interi quartieri, sostituiti da un bosco nato per proteggere e ricordare. Poi c’è la memoria dei bambini mandati lontano.