HomeRavennaCronacaSulle tracce della cozza selvaggia. Quarant’anni di economia circolareDa ostacolo che incrostava le piattaforme offshore a eccellenza gastronomica di Marina di RavennaDa ostacolo che incrostava le piattaforme offshore a eccellenza gastronomica di Marina di RavennaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn tempo erano considerate un ostacolo, crescevano spontaneamente sui piloni delle piattaforme offshore dell’Adriatico e, durante le operazioni di manutenzione, venivano rimosse insieme alle altre incrostazioni marine. Oggi quelle stesse cozze sono diventate una delle eccellenze gastronomiche più riconoscibili del territorio ravennate e il simbolo di una storia capace di mettere insieme pesca, industria energetica, ricerca scientifica, ambiente e turismo. La Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna è infatti molto più di un prodotto tipico. È il risultato di un percorso iniziato oltre quarant’anni fa e diventato nel tempo un esempio concreto di economia circolare. Le sue origini affondano alla fine degli anni Settanta, quando le cozze venivano semplicemente rimosse. Con il passare degli anni si intuì che quel prodotto aveva caratteristiche completamente diverse rispetto alle comuni cozze di allevamento. Le piattaforme, immerse in acque profonde e continuamente attraversate dalle correnti, erano infatti diventate veri e propri reef artificiali, habitat ideali per numerose specie marine. Anche le cozze trovavano in quell’ambiente condizioni di crescita particolarmente favorevoli, sviluppando dimensioni, consistenza e sapore che finirono per distinguerle sul mercato. Fu così che quella che inizialmente era soltanto un’attività di manutenzione iniziò a trasformarsi in una nuova opportunità economica. Dal 1997 il servizio venne affidato alla Cooperativa La Romagnola, oggi capofila di un raggruppamento temporaneo formato da imprese specializzate. Nel frattempo, i semplici pescatori si sono trasformati in "operatori tecnici subacquei", figure altamente specializzate che uniscono competenze professionali, attività subacquea e conoscenza dell’ambiente. Oggi sono 32 gli operatori impegnati stabilmente, distribuiti su otto imbarcazioni con base a Marina di Ravenna, che lavorano tutto l’anno sulle 65 piattaforme comprese tra Chioggia e Pesaro. Accanto alla manutenzione è cresciuta anche la valorizzazione del prodotto. Dal 1998 la raccolta e la commercializzazione delle cozze sono diventate parte integrante dell’attività, fino ad arrivare, nel 2021, alla registrazione del marchio collettivo ’La Selvaggia di Marina di Ravenna’, nato per tutelarne l’identità e distinguerla dalle cozze di allevamento. La diversità non è soltanto nel gusto. A differenza degli allevamenti tradizionali, infatti, la crescita avviene in modo completamente spontaneo e non richiede l’utilizzo delle retine in plastica normalmente impiegate nella mitilicoltura. Anche Eni, presente a Ravenna dal 1952, sostiene la valorizzazione della Cozza Selvaggia attraverso iniziative culturali e divulgative, mentre la Fondazione Eni Enrico Mattei negli ultimi anni ha realizzato pubblicazioni, ricettari, podcast e strumenti dedicati alla biodiversità del mare. È in questo contesto che nel 2014 è nata La Selvaggia di Marina di Ravenna in Festa, manifestazione pensata per raccontare non soltanto un prodotto gastronomico, ma tutto il mondo che ruota attorno ad esso. L’edizione 2026 ha segnato un ulteriore salto di qualità. Per la prima volta si è svolta nell’arco di due fine settimana, raddoppiando gli appuntamenti rispetto alle edizioni precedenti. Il programma ha alternato degustazioni, musica, incontri scientifici, show cooking, visite ai luoghi della pesca e momenti dedicati alla sostenibilità ambientale. Grande partecipazione hanno registrato anche le tradizionali escursioni in motonave verso le piattaforme offshore, che ogni anno richiamano centinaia di persone desiderose di vedere da vicino il luogo dove nasce la Cozza Selvaggia. Durante una delle uscite si è svolto anche il rilascio in mare di tartarughe marine curate dal Cestha, a conferma dello stretto legame tra la manifestazione e la tutela dell’ambiente.
Sulle tracce della cozza selvaggia. Quarant’anni di economia circolare
Da ostacolo che incrostava le piattaforme offshore a eccellenza gastronomica di Marina di Ravenna









