Carbonara (Eni): "I siti al largo sono motori economici e custodi di biodiversità"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIeri mattina, due motonavi con a bordo circa 300 persone sono partite dal Distretto centro settentrionale Eni di Marina di Ravenna verso le piattaforme offhore per assistere a uno spettacolo unico: il rilascio in mare delle tartarughe Caretta caretta e i pescatori subacquei della Cozza selvaggia all’opera nel reef artificiale. Di non secondaria importanza anche il momento conviviale di degustazione della selvaggia in mezzo al mar Adriatico, perché, nelle parole di Sauro Alleati, presidente della cooperativa La Romagnola e ’cozzaro’ della prima ora, "la Selvaggia non si spiega, si assaggia".

Stefano Carbonara, responsabile Distretto Centro Settentrionale di Eni, ha ricordato come "le piattaforme offshore nell’Adriatico rappresentano oggi anche un importante motore sostenibile locale e custode locale per l’economia circolare, l’occupazione e la biodiversità. Ciò che veniva scartato ora viene utilizzato come elemento di pregio, la cozza selvaggia, la cui pesca dà lavoro a 32 persone tutto l’anno. Questo è possibile grazie alle isole di biodiversità che sono diventate le parti sommerse delle piattaforme. Ravenna è Capitale del Mare anche perché sa coniugare la storia marittima con i siti industriali e valorizzare il turismo e le peculiarità gastronomiche". Per il prefetto Raffaele Ricciardi, "il contributo di tutte queste componenti, in rete tra loro, è fondamentale che non solo hanno reso possibile il titolo di Capitale del Mare, ma ora guardano a progettualità più ampie".