HomeEditoriale e CommentoUn’autostrada sul lagoQuando l’overtourism sul lago di Como, e sul ramo lecchese, sfugge di manoUno scorcio sul lago di Como da Villa MonasteroloRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciQuando si rimane vittime del proprio successo finendo intrappolati in una spirale da cui non si sa più come uscire. Il lago di Como, una specie di Venezia lombarda dalla bellezza struggente, è al limite del collasso per overtourism. Lo ammette il presidente di Confcommercio Lecco, che parla di una crescita delle presenze turistiche che non può essere infinita e che ormai, sulle rive di entrambe le sponde del Lario, ha raggiunto il livello di guardia.
Le conseguenze le conosciamo, e chi ci vive le vede dal vivo: turismo cafone, traffico, sosta selvaggia, spiagge prese d'assalto, divieti ignorati, treni stracolmi. Sull'altro piatto della bilancia ci sono tuttavia i lauti guadagni che bar, ristoranti, hotel, B&b, ma anche farmacie, supermarket registrano da anni grazie a questi afflussi.








