HomeEditoriale e CommentoL’Italia che gli Stati Uniti non possono ignorareA dispetto della propaganda di Trump, le basi nel Mediterraneo non sono un favore che gli Usa fanno a noi ma una necessità strategica che continua a legarli al nostro PaeseLa premier Giorgia Meloni e il presidente statunitense Donald Trump al vertice Nato di Ankara (Ansa)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 12 luglio 2026 – Ankara, Turchia, 7 luglio: mentre i tavoli rotondi della cena di Erdoğan cercavano di collocare trentadue leader mondiali “esattamente alla stessa distanza l’uno dall’altro” – perché il galateo vale almeno tanto quanto la diplomazia – Donald Trump ha dato il solito spettacolo fatto di lamentazioni e sfottò: ci siamo così abituati che ormai non se ne cura più nessuno. Nell’ordine: la Nato lo ha deluso, Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna non lo hanno aiutato. Poche ore prima, su Truth, aveva affidato il proprio risentimento a un ormai famigerato meme: Meloni che lo guarda e la didascalia “serve un ordine restrittivo”. Della volgarità del tycoon abbiamo ampiamente detto. Proviamo allora a tradurre il bullismo in linguaggio politico: il presidente Usa da mesi descrive la presenza militare americana in Europa come un gesto di generosità gratuita che vale svariati miliardi di dollari. È una versione aggiornata del vecchio adagio di Lord Ismay, secondo cui la Nato serviva a “tenere dentro gli americani, fuori i russi e sotto i tedeschi”. Solo che oggi il quadro è più complesso di come lo racconta Washington. Le basi presenti in Italia non sono una concessione fatta agli italiani: sono un’infrastruttura strategica di cui gli Stati Uniti continuano ad avere bisogno.
L’Italia che gli Stati Uniti non possono ignorare
A dispetto della propaganda di Trump, le basi nel Mediterraneo non sono un favore che gli Usa fanno a noi ma una necessità strategica che continua a legarli al nostro Paese











