Giorgia Meloni si è presentata alla conferenza stampa post vertice Nato con le idee chiare e un silenzio autoimposto. Sul fronte dell’esito del summit, la premier ha detto che «l’alleanza è unita e decisa a rafforzarsi» e confermato che l’Italia «vuole chiaramente rispettare gli impegni, lo faremo», ma «lo vogliamo anche fare in modo sostenibile, cioè stabilendo noi i tempi, stabilendo i modi, stabilendo le priorità in base al contesto, in base alle nostre possibilità». Anche perchè, ha sottolineato, «l’Italia è la nazione che offre più uomini in missione».
Su quello del silenzio, ha ripetuto di non avere intenzione di tornare sull’attacco subito da Donald Trump alla vigilia del vertice, ma ha aggiunto di non essersi «pentita di nulla di quanto fatto e con gli Usa non cambio strategia», perché «non faccio scelte dettate dal piccolo cabotaggio, ho una strategia in testa ed è figlia di cosa è l’interesse italiano e c’è il rafforzamento dell’unità occidentale».
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La premier ha specificato che l’impegno italiano nella spesa per sicurezza è garantito e che il paese si è presentato al vertice con un 2,8 per cento del Pil investito, ma i passi futuri dovranno essere «sostenibili» e «gli investimenti che facciamo devono stare in Italia», noi «non firmiamo assegni all'estero, e quindi in conclusione l'Italia siede con una sola bussola che è la difesa dell'interesse nazionale».











