Primo, storico restauro per il Ponte Vecchio. Nessuno ci era mai intervenuto fino ad oggi. È ragionevolmente possibile affermare che sul monumento l’ultimo a metterci le mani sia stato Taddeo Gaddi, architetto progettista. Tutto questo è comunque avvenuto intorno al 1340. Da allora più niente.Nessun restauro, niente lavori di manutenzione. Solo – si fa per dire – la buona sorte di non essere bombardato la notte del 3 agosto del 1944, quando le truppe tedesche abbatterono tutti i ponti di Firenze per rallentare l’avanzata alleata. Il Ponte Vecchio fu risparmiato, non si sa ancora con certezza se per il fascino che questo ebbe su Hitler nel corso di una sua visita a Firenze o se, invece, per il l’impegno del console tedesco dell’epoca, Gherard Wolf, che ancora oggi vede proprio sul Ponte una targa a lui dedicata per l’impegno nel salvare ebrei e prigionieri.Il dato di fatto è che per Ponte Vecchio è arrivato il momento del primo intervento conservativo. Un vero e proprio restauro, che ha preso il via da qualche giorno attraverso un’operazione sistematica di pulitura e valorizzazione estetica.«La bellezza non si conserva aspettando che il tempo presenti il conto, ma si custodisce con cura, investimenti ed attenzione, per mantenerla viva e consegnarla alle generazioni future», dice la sindaca della città, Sara Funaro. «L’avvio di questo primo, grande restauro conservativo rappresenta un momento importante ed una responsabilità verso Firenze. Ponte Vecchio racconta la storia e l’identità della nostra città, unico ponte sopravvissuto alla barbarie dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Dobbiamo prenderci cura di questo simbolo».I lavori della prima fase – che andranno avanti fino a settembre per un costo di circa un milione di euro – riguardano pile, spalle ed elementi strutturali immersi o a contatto con l’Arno. Tutto interamente dall’acqua, grazie a pontoni galleggianti, ormeggiati nella zona antistante gli Uffizi e spostati secondo necessità.Poi sarà la volta di restauro e conservazione della pavimentazione stradale e dei muri d’ala, con cantieri esclusivamente sull’impalcato del ponte, per poco meno di ulteriori 640mila euro. I tecnici sono già al lavoro in modo minuzioso, con pennellino e prodotti naturali a base di calce. I nemici del Ponte si chiamano agenti atmosferici, usura dalle acque causata dal flusso costante dell’Arno.Tutto normale, si potrebbe dire. Solo che dopo quasi settecento anni anche quella pietra così resistente qualche acciacco lo ha mostrato nel corso dei rilievi propedeutici all’intervento. Il monitoraggio strutturale condotto nei mesi scorsi ha evidenziato che non si poteva più attendere. Così, in sostanziale concomitanza con l’inaugurazione di un nuovo ponte in città – inserito nel progetto tranvia ed intitolato a Nadia e Caterina Nencioni, le due bambine vittime dell’attentato di mafia all’Accademia dei Georgofili del maggio 1993 – Firenze si prende cura anche del suo Ponte più antico. Vecchio e nuovo che si uniscono in una sorta di filo invisibile che intreccia storia, secoli e tempo.
Sette secoli dopo il Ponte Vecchio torna giovane
A Firenze parte il primo intervento conservativo sul monumento dal 1340. Prima le pile e le spalle immerse nell’Arno, poi la pavimentazione stradale. Lavori fin
















