Non uno slogan, ma una domanda aperta e scomoda: "Che fine ha fatto la Camorra?". Se lo sono chiesti venerdì pomeriggio al Circolo "A. Vassallo" di via Santa Lucia, in una tavola rotonda organizzata dal Partito Democratico e coordinata dal segretario del circolo Renato Natale, l'ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e l’ europarlamentare e giornalista Sandro Ruotolo, membro della segreteria nazionale del Pd.

Ad aprire i lavori è stato lo stesso Natale, che ha ricordato la figura di Angelo Vassallo e delle vittime innocenti della politica onesta uccisa dalla criminalità organizzata. Il segretario ha snocciolato alcuni dati sulla provincia di Caserta: 43ª in Italia per qualità della vita, nona per tasso di corruzione, seconda in Campania dopo Napoli per scioglimenti di consigli comunali per infiltrazione mafiosa.

Franco Roberti ha ricostruito l'evoluzione del fenomeno camorristico: dagli anni della violenza aperta – gli omicidi, la stagione di Bardellino – a una fase più recente in cui l'organizzazione, pur "non scomparsa", ha scelto di "operare nella società" attraverso i meccanismi dell'economia legale. "La camorra non spara più, non agisce più violentemente: penetra nell'economia nazionale mantenendo la violenza come riserva di garanzia", ha detto, citando una operazione di pochi giorni fa con sedici aziende sequestrate e 22 persone arrestate.