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12 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:48
“La tua elezione è inquinata dalla camorra, questo consiglio comunale è compromesso da un punto di vista politico e morale”. L’europarlamentare Pd Sandro Ruotolo, consigliere comunale di Castellammare di Stabia (Napoli), vuole staccare la spina al suo sindaco, l’ex direttore de L’Espresso Luigi Vicinanza. E lo motiva con una chilometrica lettera aperta che parte dai tempi dei loro comuni trascorsi giornalistici nei quotidiani di sinistra degli anni ’70, e finisce sui nervi scoperti delle recenti indagini della Dda di Napoli. A novembre gli atti del pm Giuseppe Cimmarotta sugli arresti dei vertici del clan d’Alessandro hanno documentato due circostanze politicamente imbarazzanti. La prima è una telefonata cordiale del maggio 2024, in campagna elettorale, tra il consigliere comunale Gennaro Oscurato e il cassiere del clan Michele Abbruzzese. “Zio Michele, dobbiamo vederci, dobbiamo fare cose importanti insieme”. La seconda riguarda il figlio e il nipote del consigliere comunale Nino Di Maio, indagati per associazione camorristica: l’informativa di Polizia li tratteggia come amici e autisti del boss Pasquale D’Alessandro, uno di loro metteva a disposizione un negozio per gli incontri riservati con gli uomini della cosca.






