Castellammare vive un momento critico, lavorate insieme. Non fate un favore alla camorra, non fermate il lavoro del sindaco Vicinanza. Altrimenti nessuna persona perbene ci metterà più la faccia, come ha fatto lui». L’appello all’unità arriva da don Mario Di Maio. Il sacerdote novantenne sintetizza la richiesta di molti sulla crisi aperta nel centrosinistra stabiese.
Un dibattito che in queste ore vive in città e nel mondo dei social, dopo una lettera aperta pubblicata sul suo profilo Facebook dall’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo, che a Castellammare di Stabia è consigliere comunale. “Voto inquinato”, scrive il dirigente della segretaria nazionale, “giunta al capolinea” è la sua conclusione in conseguenza delle inchieste della Dda sul clan D’Alessandro e il coinvolgimento di due consiglieri di maggioranza. E, in attesa di una riunione con i vertici regionali Dem più volte rinviata, resta la road map tracciata da Ruotolo con l’approvazione del bilancio in aula a fine dicembre e la richiesta di tornare a votare. «Non mi dimetto, sono qui contro la camorra», ha continuato a dire ai suoi sostenitori Vicinanza anche in queste ore.
Ma l’idea di un commissariamento della prefettura, dopo l’ultimo conclusosi nella primavera 2024, e nuove elezioni a un anno e mezzo dalla vittoria di Vicinanza, alimenta il dissenso in molti ambienti della società civile. A partire dall’ex sindaco di Gragnano Sergio Troiano, stabiese di adozione, intervenuto con una sua riflessione che ha provocato l’onda social a favore di Vicinanza. «Nessun atto della magistratura riguarda il sindaco, persona di specchiata onestà che sta tentando di fare del suo meglio per il bene di una città abbandonata da anni di incuria. La lotta alla camorra non può diventare argomento di scontro interno. Per tanti cittadini che votano la sinistra questo è motivo di profonda amarezza», scrive Troiano. Parla di «personalismi» il magistrato in pensione Franco Rossetti. Che vede il rischio «di ricacciare Castellammare, in forte rinascita economica ed etica, nelle zone d’ombra dove allignano camorra e malaffare».






