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27 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:36

L’ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia Gennaro Oscurato si sarebbe messo a disposizione del clan d’Alessandro sino al 2024, l’anno delle amministrative che lo videro eletto. Questo in sintesi il capo di imputazione della Dda di Napoli – pm Giuseppe Cimmarotta, procuratore Nicola Gratteri – notificato all’esponente della lista civica “Stabia Rialzati”, dimessosi dall’aula il 15 gennaio quando erano note da due mesi le sue intercettazioni al telefono con il cassiere del clan, Michele Abbruzzese – diverse conversazioni avvenute nelle settimane immediatamente precedenti al voto, in una si dicevano “dobbiamo fare grandi cose insieme” – ma non era ancora nota la notizia che era indagato per concorso esterno in associazione camorristica.

È tutto scritto sull’avviso di garanzia ad Oscurato, con invito a comparire a rendere interrogatorio, che si è svolto stamane alle 10.30 presso gli uffici del nono piano della Procura di Napoli. Per quasi tre ore Oscurato, difeso dall’avvocato Mariano Morelli, ha risposto alle domande del pm Cimmarotta, spiegando la natura dei suoi rapporti con Abbruzzese: “È solo un paziente del mio studio di odontotecnico”. Precisando di non avergli chiesto voti o sostegno elettorale e di essersi dimesso da consigliere comunale “per recuperare serenità”. Oscurato ha respinto tutte le accuse. E per rafforzare la propria difesa, ha sottolineato la circostanza che Abbruzzese apprende della sua elezione solo da un suo lontano parente, Giuseppe Oscurato (anche lui indagato in altre vicende di clan). Se ci fosse stato un reale interesse del clan, è la tesi difensiva, Abbruzzese avrebbe saputo attraverso un filo diretto col politico.