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13 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 12:51
Il 6 maggio 2024 uno dei presunti ras del clan D’Alessandro, Michele Abbruzzese, telefona a Gennaro Oscurato, dentista, che di lì a pochi giorni ufficializzerà la sua candidatura al consiglio comunale. Castellammare di Stabia sta per tornare al voto – programmato l’11 giugno – dopo uno scioglimento per camorra. Oscurato sta preparando la sua corsa in una lista civica a sostegno del candidato sindaco Pd-5 Stelle-centrosinistra Luigi Vicinanza. “Ci dobbiamo vedere da vicino, dobbiamo fare cose importanti insieme” dicono in sintesi Oscurato e ‘Zio Michele’, così lo chiama l’interlocutore, un segno di confidenza e di rispetto. “Sono a disposizione, mi faccio in quattro per te”, insiste ad un certo punto Abbruzzese. La chiamata è intercettata, la polizia registra.
Gli investigatori annotano anche una conversazione del 15 maggio dello scorso anno, documenta la consegna tra i due di una cassa di vino. I due si sentono anche poche ore dopo la chiusura delle urne, l’11 giugno, è sempre Abruzzese a chiamare, pare contento: “Complimenti”… “Ho vinto…” “Lo so, ti ho chiamato per farti gli auguri… l’ho saputo da tuo nipote…”. Eccole, le intercettazioni che stanno mettendo in subbuglio l’amministrazione comunale stabiese, che ilfattoquotidiano.it può rivelare ai suoi lettori. Sono le tracce dei contatti – penalmente irrilevanti – tra un esponente del clan e un pezzetto di politica locale. Sono riportate nell’informativa allegata agli atti dell’inchiesta che nei giorni scorsi è culminata in 11 misure cautelari. Arresti chiesti e ottenuti dalla Dda di Napoli – procuratore Nicola Gratteri, pm Giuseppe Cimmarotta – che hanno decapitato la cosca storica di Castellammare di Stabia.









