Sono i rappresentanti di lista, incaricati dai candidati per assistere allo scrutinio elettorale, uno degli snodi del voto di scambio.Lo raccontano le indagini della Direzione distrettuale antimafia, lo spiegano le intercettazioni fatte durante le passate consultazioni elettorali. «Dammi qualche rappresentante di lista — diceva una candidata a un Municipio di Bari, nel maggio 2024, a uno dei referenti di Sud al centro — gli dai questa cosa e tutta la famiglia vota là»; e lui la rassicurava: «La 50 euro la prendono».Per i finanzieri che li ascoltavano quelle parole sottintendevano la compravendita di preferenze, camuffata sotto le spoglie del servizio di presidio dei seggi reso ai candidati.
E’ per questo che, anche alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre, i rappresentanti di lista saranno sorvegliati speciali da parte delle forze dell'ordine e della Dda.Perché la loro funzione potrebbe essere duplice, come hanno insegnato le inchieste recenti. Da ultima quella che ha portato in carcere l'assessore di Modugno Antonio Lopez e scoperchiato gli accordi politico-mafiosi in relazione alle elezioni amministrative di Modugno e Bari (2020 e 2024) e alle europee dello scorso anno.
“Venticinque euro a voto”: così in Puglia è finito in manette l’assessore candidato con Lobuono






