La questione sicurezza e il problema della criminalità giovanile sembra mettere tutti d'accordo, perlomeno in studio a Dritto e rovescio, su Rete 4, dove per la prima puntata del 2026 Paolo Del Debbio ospita un "maranza", l'italo-marocchino Momo, che fornisce un agghiacciante spaccato sulla "vita di strada", dove vige la legge del tutti contro tutti.
Se Momo sembra perfettamente a suo agio, il condirettore di Libero Pietro Senaldi non ci sta e sbotta: "Tutti vi prenderei, quelli che ovviamente delinquono, o al vostro paese o in carcere quelli che delinquono, molto semplice perché tu sei più forte di me, se io e te ci incontriamo qui fuori mi ammazzi in 30 secondi, anche in 10, ma lo Stato è più forte di te". Parole che fanno scattare l'applauso convinto del pubblico.
"Secondo me devono essere i politici che rubano soldi in giro, o i giornalisti che prendono finanziamenti da altri per mettere notizie false. Noi non arriviamo dal terzo mondo, capito? Noi giovani sappiamo tutto, capisci?", protesta Momo. "Se c'è un politico che ruba deve andare in galera e qualcuno c'è andato", gli risponde Del Debbio. "Certo non vanno in galera, noi andiamo in galera anche per una... C'è chi c'è stato", ribadisce il giovane immigrato.






