L'appuntamento è per una due giorni dedicata interamente alle attività venatorie, tanto che il titolo dell'evento è "Cilento selvaggio" e l'invito è a partecipare a quello che viene definito un "festival della caccia". Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, considerando che di eventi di questo genere se ne svolgono diversi in tutta Italia. Ma questo specifico evento è previsto dal 4 al 6 settembre nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Secondo le intenzioni degli organizzatori "l’evento nasce con l’obiettivo di valorizzare le aree interne e le economie locali, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile legato alla gestione del territorio, alla filiera della selvaggina, alla cinofilia e alla riscoperta delle tradizioni rurali". Ma a sollevare la questione etica della scelta specifica del posto è l'ex consigliera regionale con delega al benessere degli animali Roberta Gaeta che denuncia la distopia di consentire un evento in cui la fauna locale viene promossa per essere sostanzialmente uccisa all'interno appunto di un Parco Nazionale. La locandina dell'evento "Accostare la parola ‘natura' alla caccia è una contraddizione che offende l’intelligenza e il sentimento di chi considera gli animali esseri viventi e non bersagli – spiega Gaeta a Kodami – Si tratta di un evento in cui poi partecipano anche i cani e per questo trovo ancora più grave che sia stato concesso il patrocinio di un Parco Nazionale che nasce per proteggere la fauna selvatica, per conservare gli habitat, per difendere la biodiversità e per educare al rispetto della natura".









