Siamo negli anni Cinquanta, ma sembra di stare tra i picari, secoli fa. Ci sono bambini che ricordano la casa dove sono cresciuti. Titino Carrara ricorda una carovana, un teatro viaggiante costruito a mano dal padre, le piazze o le campagne che cambiavano di viaggio in viaggio e le scuole dove restava appena un mese prima di ripartire. Figlio di una delle ultime famiglie di teatranti girovaghi, appartenente a una dinastia che affonda le radici nella Commedia dell’Arte da circa tre secoli, oggi alle 17,30 Titino porta a Frassinetto Strada Carrara, spettacolo scritto con Laura Curino. Un racconto pieno di episodi incredibili: gli attori che diventavano facchini per smontare il teatro, i camion che trasportavano una struttura da 500 posti, gli spettacoli che cambiavano ogni sera.
Il teatro itinerante da 500 posti costruito dal padre di Titino Carrara
Com’è nato lo spettacolo ?«Il merito è di Laura Curino. Continuava a farmi domande sulla mia famiglia, sul teatro viaggiante, sulla nostra vita. A un certo punto mi disse: “Prova a scrivere”. Pensavo di non esserne capace e invece mi sono ritrovato con duecento pagine di ricordi. Lei mi ha aiutato a trasformarle in uno spettacolo». La sua infanzia sembra uscita da un romanzo d’avventura. Dove abitavate?«Nella carovana. Era la nostra casa. Papà, mamma e noi tre figli vivevamo lì, accanto al teatro. I nonni, così come gli attori, dormivano in camere in affitto, a volte vere stamberghe “con comodo di cucina”, che poi era un fornello a gas, se andava bene. Quando si cambiava piazza la carovana partiva insieme al teatro».






