di
Luca Bergamin
Il passato della famiglia di artisti emerge in tutto il paese, circondato da sentieri e panorami che faranno la felicità anche degli amanti della natura
«Qui era tempo di fermarsi, una terra per viverci, cavalli e uomini, a lungo». Questi versi scritti da Attilio Bertolucci in Fantasticando sulla migrazione dei maremmani, all’interno de La camera da letto si leggono sui muri della frazione del Comune di Monchio delle Corti, in provincia di Parma, nel cuore dell'alta Val Bratica che ha ispirato le liriche di Bertolucci e di certo anche le prime pellicole girate dai figli Bernardo e Giuseppe. Casarola, appunto, divenne nel 1943 per un breve periodo l'abitazione di Attilio e dopo il trasferimento romano del 1951, meta delle vacanze estive. L’apertura poco meno di venti anni fa della Casa delle ciliegie, centro polivalente all'interno del Parco dei Cento Laghi, ha fatto sì che sorgesse appunto un luogo privilegiato per lo studio e la memoria di Attilio Bertolucci, mentre nel 2011, in occasione del centenario della nascita del poeta, sono state presentate le Pagine di pietra, in pratica un percorso in diciannove tappe che parte dalla casa dei Bertolucci, oggi visitabile, per arrivare al cimitero del paese: leggendo le poesie sulle lastre in pietra sui muri delle case si entra nello spirito di Casarola, pienamente colto e restituito nelle sue pagine da Attilio. Questi posti all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, del resto, sono davvero evocativi, pregni di sensazioni e solitudini arricchenti. Il borgo è incastonato con le sue case in pietra a vista e i tetti ricoperti di lastre in arenaria fra le Valli dei Torrenti Parma e Cedra, con la chiesa che fu eretta anch’essa grazie a un finanziamento della stessa famiglia nel XVII secolo. Attilio amava trascorrere il tempo tra queste valli e montagne, insieme alla moglie Ninetta e appunto La camera da Letto rappresenta la dichiarazione d'amore più profonda e composita, oltre che struggente che si possa fare a un luogo natio. Bernardo, inoltre, qui girò il suo primo film, intitolato La Teleferica, purtroppo andato distrutto. «Casarola, il paese che tutti credon fola è il primo verso che ho mai scritto. Arrivarci era per noi, da bambini, un’impresa - ha raccontato - che sapeva di leggendario. Non c’era la strada, innanzitutto. C’erano solo le mulattiere». Anche il fratello Giuseppe ha sempre ammesso il proprio debito di riconoscenza verso il borgo delle radici familiari, riconoscendo di avervi scritto Berlinguer ti voglio bene, il film del 1977 interpretato da Roberto Benigni.







