Il paragone tra Popeye/Braccio di Ferro e Erling Haaland, il vichingo biondo che rema la Norvegia sul tetto dei Mondiali di calcio, è ardito ma non troppo. C'è una teoria che circola sempre più insistente tra i corridoi degli stadi americani, talmente assurda da far sorridere, ma anche abbastanza credibile, che identifica in uno strano formaggio bruno il superfood equivalente degli spinaci per il forzuto marinaio del fumettista Elzie Crisler. Nulla di illegale ma molto di goloso: a dar credito alle battute, un pezzetto del merito, scherzano tifosi e addetti ai lavori, appartiene infatti al brunost.

È il formaggio bruno caramellato che in Norvegia si spalma sul pane, accompagna i waffle e profuma di latte cotto e caramello. Ben 116 chili hanno attraversato l'Atlantico insieme alla nazionale, caricati sull'aereo che ha portato negli Stati Uniti anche circa 300 chili di salmone e trota, oltre 100 chili di halibut e altre specialità ittiche, trasformando la spedizione mondiale in una sorta di ambasciata gastronomica scandinava. A cucinare non è il personale dell'albergo: la federazione ha portato tre chef — Aron Espeland, Eirik Tufte e Christian Karlsson — che ogni giorno preparano quattro buffet destinati a oltre sessanta persone tra giocatori e staff.