Calcio

Tra cappelli da cowboy, stivali texani e gadget di ogni tipo, il souvenir scelto da Erling Haaland dopo il Mondiale 2026 è quello che più ha fatto discutere. L’attaccante norvegese, eliminato con la sua Norvegia nei quarti di finale dall’Inghilterra (2-1), è rientrato a Oslo con un procione imbalsamato raffigurato mentre beve da una bottiglia di liquore: un oggetto decisamente appariscente, sicuramente kitsch, e certamente inconciliabile con una sensibilità animalista che evidente non appartiene al bomber del Manchester City.

La Norvegia ha salutato il torneo tra le polemiche per il contestato pareggio inglese firmato da Bellingham, nato da un’azione in cui il pallone avrebbe colpito il cavo della spidercam dopo il rinvio del portiere norvegese. Haaland, però, ha deciso di non tornare a casa a mani vuote.

Dopo gli acquisti fatti a Dallas, tra cui stivali texani, cappelli da cowboy, giacche da hockey e cappellini di Harvard, il centravanti ha aggiunto alla collezione un procione impagliato, subito mostrato sui social con la frase: “Mi ha seguito fino a casa“. In precedenza, su Snapchat, aveva già presentato la sua nuova mascotte insieme a due scoiattoli che bevono birra, chiamandoli “vecchietti“.